LO GABBIO PER AUGELLI
Ci ritroviam in sù per l'isoletta
nota già ai molti come RosaVeste
in atto vi fu una rivolta perfetta
dal borgo ordita cum flessuose geste.
Ma venne lo più alto apice d'allerta
quando l'popolo dalle basse teste
avean la fabbrica dei Sorrisi aperta.
Oh spirito, allo stupor non potesti sottrarti
quando vedesti la conoscienza certa
tra Sabo e la donna dai mille arti!
Lo stesso non si pò dir dello spadaccino
che come sovente in altre parti
perse di vista l'nemico ed il cammino!
Ma guardiam ora al palazzo,ove cum successo
è ancora al potere lo piumato Signorino.
"Qual è la cagione della tua vita adesso"?
disse l'impetuoso gladiatore al roseo augello
mentre un gemello dello stesso, indefesso
sferzava con un calcio metà del suo castello.
Terrore ,urla e paura incombea sui presenti
come l'suonar stridio d'un pipistrello!
"Orsù ci penso io, oh Kyro, se non dissenti"
disse colui che dalla morte avea salvato.
Ma dopo un po di atroci battimenti,
al di là delle mura ogni uomo fu scaraventato
con si tanta forza da far restar la gente impallidita
Infiniti fili usciron copiosi dal corpo dilaniato
si forti e si tanti che a tagliar non s'ea riuscita.
Una semisfera di affilate lame fu creata
affinchè chi la toccasse non potesse non restar ferita.
L'tiranno si mise con malvagità incontrastata
a manipolar cum le sue mani l'popolo e il lor cervello
e mentre l'isola in toto sfuggeva via come animata
lo re volea cancellar il suo regno d'infamia col tranello
e disse: "Uccidere o essere uccisi"! La verità è rivelata!
E con si parole diede il via a "Lo Gabbio dell'augello"
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